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Miglior pianforte digitale 2020: classifica e guida all’acquisto

Magari ne avrete sentito parlare, magari no, fatto sta che i pianoforti digitali si stanno affermando sul mercato in maniera quasi prepotente. Questo perché si tratta di strumenti musicali molto particolari, utili a fare pratica e dal costo, in linea di massima, meno elevato rispetto a quelli tradizionali.

Come scegliere il miglior pianoforte digitale

Prima di sapere come poter scegliere il proprio pianoforte digitale, in base alle nostre esigenze, bisogna avere presente di cosa si stia parlando. Si parla di un pianoforte anche chiamato “elettronico”. Questi si differenziano per delle caratteristiche che possono essere generalizzate in pianoforti portatili, che hanno un peso massimo di 15 chili circa e i pianoforti verticali, che invece possono arrivare a pesare anche 30 chili. Quelli verticali, sempre elettronici, sono capaci di simulare per molti versi i pianoforti tradizionali, che però sono molti più grandi e pesanti.

Il pianoforte elettronico è capace di emettere i suoni attraverso degli altoparlanti collegati a dei sensori direttamente sotto i tasti. Può essere utilizzato sia da professionisti che da principianti. Di solito, i modelli base, hanno 88 tasti, 52 bianchi e 36 neri. Ovviamente, come in un pianoforte tradizionale, ogni tasto emetterà il suono di riferimento ad una nota diversa.

Ma come possiamo effettuare una scelta adeguata? Tra le varie cose, prima di un acquisto, dobbiamo capire quali siano gli obiettivi che vogliamo conseguire tramite l’acquisto di questo prodotto. Se lo vogliamo comprare esclusivamente per imparare a suonare, allora si può optare per un modello più o meno basic, se invece siamo dei professionisti, che si devono allenare per poi magari esibirsi in pubblico, allora la faccenda è diversa.

La dimensione è una delle cose che vanno tenute in considerazione per prime. Se dobbiamo utilizzarlo esclusivamente in un luogo, quindi non si necessita di spostarlo di tanto in tanto, allora possiamo optare per un modello più grande; viceversa, se dobbiamo spostarlo continuamente, magari per questioni lavorative, allora conviene orientarsi verso un modello più leggero e piccolo.

I pianoforti digitali moderni sono dotati di diverse tecnologie innovative. In particolare, il materiale con cui sono costruiti è fondamentale, visto che la tecnologia va avanti in maniera molto importante nel corso degli anni. La qualità dev’essere top per quanto riguarda i materiali con cui è realizzato, per garantire una lunga durata e una resa ottimale. Soprattutto, se ci spostiamo spesso, dobbiamo fare in modo che il materiale sia parecchio resistente, in maniera tale da essere tutelati in caso di botte accidentali.

Come già abbiamo detto, sono strumenti adatti sia ai professionisti che ai principianti, anche se spesso vengono utilizzati da quest’ultimi per fare pratica le prime volte. Richiedono meno precisione nel premere i tasti e sono molto più economici. Spesso vengono scelti dai genitori che vogliono introdurre i loro bambini a questa disciplina. Quando costano questi pianoforti? I loro prezzi variano a seconda del modello. Un modello standard, basic, può costare intorno ai 300 euro, fino ad arrivare anche a 600 euro. Se invece dobbiamo optare per un prodotto per professionisti, allora i prezzi partiranno da una cifra vicina agli 800 euro circa.

Ma a prescindere da chi ne farà uso, come si può effettuare una scelta adeguata di un pianoforte elettronico? Allora, ci sono alcune cose fondamentali da tenere in considerazione. In primis il numero di tasti, che come abbiamo già detto è di 88 solitamente. Non scegliete dei pianoforti che hanno meno tasti perché in questa maniera non avrete poi possibilità di fare pratica con una vera tastiera, ma sarà incompleta.

Assicuratevi che il pianoforte elettronico disponga di alcune funzioni che possono esservi utili, come ad esempio le entrate per le cuffie, in maniera tale da non disturbare nessuno durante le vostre pratiche, e concentrarvi meglio. State anche attenti alle varie funzioni possibili che riguardano i collegamenti al pc.

Altra cosa fondamentali su cui informarsi è il numero di voci dello strumento. Fate una scelta adeguata in base alle vostre esigenze. Potete anche scegliere dei modelli che presentano i pedali per fare in modo di toccare delle note che altrimenti non potreste toccare. Di solito, il numero minimo di note è 64.

Importantissima, poi, è la questione legata alla sensibilità dei tasti. Come saprà bene chi suona già, i tasti di una nota bassa oppongono maggiore resistenza rispetto a quelli di una nota alta: le sensazioni che si possono provare con le proprie dita sono importantissime per la resa finale. Ecco perché vi consigliamo di scegliere eventualmente dei modelli che abbiamo tasti pesati o almeno semi pesati per fare in modo che l’esperienza sia quanto più simile a quella di un pianoforte tradizionale.

Migliori pianoforti digitali: la classifica

Propri perché il mercato è molto ampio e vario, abbiamo deciso di stilare una sorta di classifica dei prodotti migliori. Ecco i migliori pianoforti digitali in commercio:

Casio Privia PX770 Pianoforte digitale

Casio Privia PX770 Pianoforte digitale

Un ottimo prodotto da 88 tasti. E’ stato realizzato proprio per cercare di fornire quante più esperienze realistiche possibili. Il design è molto moderno ed elegante, mentre il suono emesso è effettivamente quello di un autentico pianoforte. E’ uno strumento molto performante e perciò molto apprezzato. Dotato di una risonanza realistica col damper che riesce a simulare non solo le corde ma anche il suono di tutto lo strumento. Molto eleganti anche le texture in ebano. E’ dotato di un potente sistema di amplificazione stereo. E’ perfetto per utilizzarlo sia in studio che a casa. Dotato anche di cuffie e soprattutto di una fantastica modalità, la duet, che divide lo strumento in due campi uguali di frequenze. Il prezzo si aggira attorno ai 760 euro.

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Casio CDP-130BK Pianoforte digitale a 88 tasti pesati

Casio CDP-130BK Pianoforte digitale

Un altro strumento eccezionale. E’ dotato di una tastiera 88 tasti, con risposta al tocco di 3 tipi diversi. Polifonia massima di 48 note, con 5 timbri incorporati. A disposizione anche 5 brani dimostrativi. Presenti delle porte usb e jack per il pedale di risonanza. Un prodotto che ha riscosso tantissimo successo, come si può anche leggere dalle tante recensioni che ci sono online. Prezzo non bassissimo ma vale ogni euro da spendere.

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Yamaha NYDPS52WH

Yamaha NYDPS52WH

Un pianoforte davvero stiloso. Oltre alle performance di ottimo livello, questo strumento musicale è davvero bello da vedere: un design molto elegante, grazie anche alle varie rifiniture in legno nero e bianco. Può per questa ragione essere adatto a qualsiasi abitazione o luogo. Dotato di un dispositivo innovativo, il pure Cf sound engine che permette di ottenere un suono fantastico, registrato dal celebre pianoforte a coda da concerto CFIIIS. Si possono utilizzare fino a 192 note contemporaneamente!

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ORLA 438PIA0703 Stage

ORLA 438PIA0703 Stage

Pianoforte dal costo molto contenuto. Dotato di un’ottima qualità sonora e una basta gamma di funzioni, è uno strumento molto facile da usare, adatto anche a chi è alle prime armi. Molto compatto e resistente, è dotato di 128 tipi di suoni diversi.

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Yamaha Digital Piano P-45B

Yamaha Digital Piano P-45B

Questo modello ha un costo abbordabile ma è davvero eccezionale per la resa. Design compatto, è molto resistente ma al contempo facile tra spostare. Tastiera da 88 tasti, graded hammer standard, presenta ben 10 voci stereo campionate con 64 note polifonia. Presente la modalità dual, con due voci che possono essere combinate insieme. La funzione duo, invece, è utile a dividere la tastiera in due zone con uguale estensione. Oltre a questo, è dotato di funzioni tuning e transpose, che sono utili per accompagnare i cantanti.

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Korg B1SP Pianoforte digitale

Korg B1SP Pianoforte digitale

Un pianoforte adatto, sia per costi che per struttura, a chi si avvicina per la prima volta a questo strumento. Presenta un supporto, delle unità a tre pedali, con un costo molto contenuto. Si tratta di una versione più aggiornata della B1, modello entry level della serie di pianoforti Korg. Suono e design sono assolutamente dignitosi.

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Roland FP30 White

Roland FP30 White

Un pianoforte adatto a chi non ha spazio a sufficienza nella propria abitazione per un pianoforte tradizionale. La qualità del suono è garantita ma è garantito anche lo spazio contenuto che necessita questo strumento musicale: è leggero e facilmente spostabile. Diverse le funzioni di cui è dotato, così come la tecnologia Bluetooth.

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Chi ha inventato il pianoforte digitale

Il pianoforte digitale ha origine diretta dal pianoforte elettronico, o comunque elettrico. Quest’ultimo ha origini non così recenti. Possiamo dire, infatti, che il primo pianoforte elettrico sia stato realizzato dall’azienda Bechstein Pianofortefabrik nel lontano 1931: si tratta di un pianoforte a coda con  pick up elettromagnetici e veniva chiamato Neo-Bechstein. In realtà, però, il vero e proprio pianoforte elettronico sarà inventato da Harold Burroughs durante la seconda guerra mondiale, utilizzando pezzi di un bombardiere.

Come pulire il pianoforte digitale

E per quanto riguarda la pulizia? Ovviamente questi strumenti vanno puliti prevalentemente nella zona dei tasti, maggiormente soggetti a possibili “sporcizie”, o comunque poiché sono toccati più volte da diverse persone magari. Impronte digitali e polvere si può notare subito tra i tasti. Qualcuno suggerisce di pulirlo con dei panni molto delicati (addirittura qualcuno parla di batuffoli di cotone) imbevuti di una soluzione delicata, magari acqua e detersivo per i piatti. Insomma, non bisogna utilizzare qualche detergente troppo aggressivo o a base di benzene. Con la giusta accortezza si può ottenere un buon risultato. Da evitare, poi, che i liquidi penetrino tra i tasti, poiché potrebbero danneggiare irrimediabilmente lo strumento musicale.

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Come diventare DJ

È vero che, in tempi di pandemia, le discoteche sono chiuse e quindi non è possibile andare a ballare. La professione del DJ, quindi, è in stand-by. Ma solo per qualche mese. Anzi, questa è l’occasione giusta per provare a fare quel passo in più per farsi trovare quando (speriamo presto) si potrà tornare a ballare in pista!

Ecco, quindi, alcuni suggerimenti su come diventare DJ.

Scegli il genere di musica che ti piace di più

Fare il DJ è una professione che deve piacere. Ovviamente, diamo per scontato che deve piacerti la musica. Ma è una affermazione che, probabilmente, è troppo generica. È un po’ come dire che a una persona piace l’arte. Sì, giusto, ma che tipo di arte piace? L’arte è un ramo così vasto che bisogna essere più specifici.

Così è lo stesso per la musica. Devi suonare e migliorarti sul genere di musica che ti piace di più. Ami gli anni ’80? Benissimo, allora prova a lavorare su quello. Preferisci la musica trap? Allora insisti su quella.

Questo per almeno due motivi: il primo è che se fai una cosa senza passione alla lunga ti stanchi e non vuoi più farla. E, il secondo, è che più fai una cosa che ti piace e più vorresti farla.

Utilizza gli strumenti migliori a te più congeniali

Anche il DJ deve dotarsi di strumenti all’altezza. Non lesinare su questo perché se i tuoi concorrenti usano tutti oggetti innovativi tu non puoi essere da meno. È un po’ come andare a fare una gara di Formula 1 con una macchina che non può assolutamente competere per le prime posizioni.

Magari ogni tanto farai primo, però alla lunga non potrai reggere il confronto. Quindi, il consiglio è di riservare un budget di spesa per poter spendere e ‘armarti’ di tutto ciò che ti serve per fare bella figura.

Anche perché, ricorda, se vai per la prima in un locale con hai una seconda occasione per cambiare la prima impressione.

Occhio ai diritti d’autore

Questo è un tema più che altro legale. Ma su cui dovrai fare la massima attenzione. Ricorda sempre che per ogni canzone che suoni (salvo casi particolari) ci sono i diritti d’autore da rispettare. Non puoi certamente far finta di dimenticarli perché rischi, così, di incorrere in delle multe salate.

Noi non staremo qui a dirti quanto costa, anche perché ci sono delle fasce di prezzo (e quindi varia a seconda delle tue esigenze), ma ti consigliamo semplicemente di farlo. Senza provare vie alternative.

Ovviamente, questi sono solo alcuni dei consigli per diventare DJ. Ce ne sarebbero anche altri da poter seguire. Ad esempio, frequentare un possibile corso con un insegnante esperto che potrebbe farti fare anche molta pratica. Anche perché, soprattutto all’inizio, la strada è molto lunga e rischi di commettere degli errori. Ma, si sa, gli errori fanno parte di un qualsiasi percorso che si vuole cominciare.

L’importante è, però, avere voglia e costanza di volersi migliorare e realizzare il proprio sogno.

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Imparare a cantare

C’è chi è naturalmente portato. C’è chi, invece, è stonato come e peggio di una campana. Ma, al di là del fatto che tutti più o meno possano, se non imparare, almeno migliorare il proprio stile canoro, ecco alcuni suggerimenti per il tuo karaoke.

E fare bella figura nelle serate dove dovrai cimentarti. Non forniscono un quadro completo, ovviamente, ma possono essere un buon punto di partenza.

Impara a respirare bene

Se non sei un professionista, questo è un aspetto che si tende molto a sottovalutare. La respirazione è assolutamente fondamentale nel canto. E, infatti, basta andare in una qualsiasi scuola di canto che ti ritroverai a svolgere anche esercizi di respirazione.

Controllare il tuo respiro produce almeno due benefici: il primo è che ti aiuta a tenere a bada la tensione che fa brutti scherzi, soprattutto all’inizio. Inoltre, se fai continui esercizi di respirazione diaframmatica avrai una voce più calma, rendendo, così, il tuo timbro vocale assolutamente riconoscibile.

Segui una postura corretta

È praticamente il corollario di quanto abbiamo scritto nel paragrafo precedente. Una buona respirazione è dovuta anche a una postura corretta. Sembra banale, ma avere anche una piccola gobba o, comunque, incurvarsi non fa certamente bene al tuo timbro di voce.

Del resto, se la linea è curva, la tua voce dovrà fare un percorso arzigogolato nel tuo corpo, rischiando di perdere quella fluidità che caratterizza i bravi cantanti. Proprio per questo motivo, quindi, è assolutamente fondamentale che l’aria non incontri alcun ostacolo e, anzi, esca fuori come se fosse una linea retta.

Assumere la postura corretta, in soldoni, vuol avere le gambe un po’ divaricate (un po’, non troppo) abbinato a piedi paralleli e avere ginocchia non tese. Non devi essere bloccato ma, anzi, a metà strada tra il malleabile e il fisso. Il bacino deve stare in linea con i piedi.

Dopo aver acquisito queste piccole tecniche, potrai cimentarti nel canto. Migliorando, dove possibile, la tua tecnica.

Mettici passione

Questo è un consiglio che vale praticamente per tutto. Senza passione non vai da nessuna parte. Nello studio, nel lavoro e, quindi, anche nel canto. Non a caso, tutti i cantanti amano ciò che fanno perché fare la vita di un cantante non è sempre rose e fiori.

Certo, se sei famoso allora è un altro discorso. Ma la passione deve spingere a migliorarti, a renderti più autonomo e a correggere degli errori che puoi fare.

Il canto non deve essere un ripiego ma un’attività che può perfino diventare un lavoro. Se sei bravo.

Fai scuola di canto

A meno che tu non sia il ‘Maradona dei cantanti’, difficilmente senza un’ottima scuola di canto puoi fare strada. Non stiamo certamente facendo pubblicità a questi enti, ma stiamo dicendo soltanto la verità.

Un conto è avere un talento naturale e un altro è affinarlo. Se ti basi soltanto sulla voce perfetta che Madre Natura ti ha donato, rischi di essere sempre un passo indietro da chi, magari, si è fatto seguire da un bravo insegnante e ha affinato tutti i suoi errori.

Per quanto riguarda l’età, è ovvio che se cominci presto probabilmente hai risultati migliori. Ma, all’opposto, non vuol certamente dire che se cominci in età adulta non hai speranze.

L’importante è che tu possa imparare in una scuola e non (solo) da autodidatta.

Avere pazienza

Non si può avere tutto e subito, mettitelo in testa. Dovrai fare errori, vedrai miglioramenti un giorno e peggioramenti in un altro, ci vorranno mesi, anni, per affinare la tua voce. E renderla davvero orecchiabile.

Quindi, devi sapere che la strada è molto lunga. Sia che tu voglia far diventare il canto un lavoro oppure una semplice passione. Non cambia nulla, se non l’atteggiamento magari più pragmatico.

Inoltre, con il canto devi assolutamente isolarti da tutto il resto. I pensieri – positivi e negativi che siano – devi metterli da parte, devi trasmettere energia, emozioni, sensazioni a chi ti ascolta.

Ma queste sensazioni devi provarle prima tu. Ecco, questo è l’ultimo consiglio che ti diamo: cantare non è un esercizio che puoi fare come se tu fossi in una catena di montaggio. Ma, anzi, ogni volta, anche a distanza di tempo, di anni, deve essere un qualcosa di unico.